- Introduzione
- Chi è tenuto al pagamento del saldo Imu
- Quali immobili non pagano l’Imu
- Quando non bisogna versare il saldo Imu
- Le abitazioni di lusso: pagano sempre?
- Come vengono tassate seconde case, immobili vuoti o affittati?
- Le coppie con residenze diverse: cosa succede?
- Chi è tenuto al pagamento del saldo Imu
- Quali immobili non pagano l’Imu
- Quando non bisogna versare il saldo Imu
- Le abitazioni di lusso: pagano sempre?
- Le coppie con residenze diverse: cosa succede?
- Si può ottenere un rimborso in caso di occupazione abusiva?
- Quando si applica lo sconto del 50% per il comodato?
- Come si determina la base imponibile Imu?
- Versamento dell’Acconto e del Saldo
- Dove trovare le aliquote Imu per il 2025?
- Come si effettua il pagamento?
Introduzione
Con l’arrivo di dicembre riemerge l’attenzione sull’Imu, poiché si avvicina il termine per il versamento del saldo 2025, fissato al 16 dicembre. Come ogni anno, è utile chiarire chi deve pagare, quali immobili sono esenti e quali agevolazioni o riduzioni è possibile applicare.
In linea generale, sono obbligati al pagamento del saldo IMU tutti i soggetti che possiedono un immobile o un terreno, ad eccezione delle abitazioni principali che non rientrano nelle categorie di lusso. L’IMU è inoltre dovuta anche per le aree fabbricabili e per i terreni agricoli.
Ma cosa si intende, in concreto, per abitazione principale?
Una definizione puntuale e dettagliata è fornita dalla Legge di Bilancio 2020 che, all’articolo 1, comma 741, lettera b), chiarisce che:
Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale o in comuni diversi, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile scelto dai componenti del nucleo familiare.
Chi è tenuto al pagamento del saldo Imu
Devono versare l’imposta tutti i soggetti che possiedono immobili assoggettati a Imu. L’importo da pagare si calcola utilizzando le aliquote approvate dai Comuni per il 2025.
Il pagamento di giugno costituisce un acconto, pari al 50% dell’imposta riferita all’anno precedente; il conguaglio di dicembre richiede invece un calcolo aggiornato con le nuove aliquote comunali.
L’obbligo riguarda sia i proprietari sia chi detiene un diritto reale sull’immobile: usufrutto, uso, superficie o enfiteusi.
Quali immobili non pagano l’Imu
L’abitazione principale è esclusa dall’imposta, insieme alle sue pertinenze (una per ciascuna categoria catastale ammessa, solitamente box, cantina o solaio).
L’esenzione è garantita solo se nell’immobile si ha residenza anagrafica e dimora abituale. In caso di proprietà condivisa, i comproprietari che non vi abitano sono invece tenuti al pagamento.
Rientrano tra gli immobili esenti anche:
-
immobili occupati abusivamente, a condizione di denuncia alle autorità e presentazione della dichiarazione Imu entro il 30 giugno 2026;
-
immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinati ad abitazione principale o assegnati a studenti soci;
-
alloggi gestiti da Iacp e fabbricati adibiti a housing sociale;
-
abitazione non locata del personale di Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco e carriera prefettizia, anche senza residenza;
-
la casa familiare assegnata al coniuge in caso di separazione o divorzio.
Inoltre, i Comuni possono prevedere un’esenzione aggiuntiva per anziani o disabili ricoverati in strutture sanitarie, purché l’immobile non sia affittato.
Quando non bisogna versare il saldo Imu
L’individuazione dei soggetti tenuti al versamento dell’IMU consente, per esclusione, di chiarire anche chi non è tenuto a rispettare questo adempimento.
Non sono quindi tenuti a effettuare alcun pagamento né il 16 dicembre né lo scorso 16 giugno i seguenti soggetti:
- in caso di affitto dell’immobile: l’inquilino;
- quando ci dovesse essere l’usufrutto, il nudo proprietario;
- la società di leasing concedente, perché l’onere è in carico all’utilizzatore;
- il comodatario – deve pagare il comodante perché è il titolare dell’immobile;
- l’affittuario dell’azienda nel caso in cui l’azienda dovesse essere proprietaria di un immobile.
Le abitazioni di lusso: pagano sempre?
Sì. Gli immobili classificati nelle categorie A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) e A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), considerati di pregio o di lusso, sono comunque soggetti a Imu, anche quando costituiscono la residenza principale.
Come vengono tassate seconde case, immobili vuoti o affittati?
Tutti gli immobili non destinati a residenza principale sono imponibili. Rientrano quindi nella tassazione:
-
seconde case;
-
immobili sfitti o affittati;
-
pertinenze non collegate all’abitazione principale (per esempio un secondo box).
Gli immobili locati a canone concordato beneficiano della riduzione del 25% della base imponibile.
Le coppie con residenze diverse: cosa succede?
Dal 2022, in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale n. 209, l’esenzione per abitazione principale spetta a entrambi i coniugi, anche se hanno residenze differenti e anche se abitano in Comuni diversi.
Si può ottenere un rimborso in caso di occupazione abusiva?
Sì. Il proprietario può richiedere la restituzione dell’Imu versata per i periodi in cui l’immobile era occupato abusivamente. La domanda deve essere presentata entro il periodo di prescrizione di cinque anni.
