Enzo Ferrari: a tu per tu con i grandi imprenditori e manager del nostro tempo

Enzo Ferrari: a tu per tu con i grandi imprenditori e manager del nostro tempo

 

Un viaggio nel mondo di “Enzo Ferrari”, un imprenditore a cui sono affettivamente molto legato in quanto modenese come me, per conoscere l’imprenditore e l’uomo che ha cambiato il modo di “fare azienda” divenendo il nostro orgoglio nel mondo.
Attraverso riflessioni e discorsi da lui dichiarati pubblicamente ripercorriamo frammenti di vita vissuta tra le mura in azienda, tra i colleghi, i soci e non solo.

 

“Non sono mai stato né progettista né calcolatore.
Sono sempre stato un agitatore di uomini e di talenti.”

Cesare De Agostini, Enzo Ferrari il sceriffo, 1985

 

“La passione permette di sopportare amarezze e rinunce che l’ambizione non giustificherebbe in alcun modo.”

Cesare De Agostini, Enzo Ferrari il sceriffo, 1985

 

“Non abbiamo mai progettato un motore senza poi costruirlo: un motore semplicemente progettato non serve a niente.”

Intervista con Gianni Roghi, L’Europeo n.43 del 1965

 

“Quando uno deve raggiungere un risultato, non è che lo raggiunge parlando e scrivendo, lo raggiunge assicurandosi delle capacità, dei cervelli, non soltanto esponendo delle ragioni.”

Risposta a Enrico Benzing, conferenza stampa, 26 ottobre 1976

 

“Le auto da corsa non devono essere belle o brutte. Spesso sono brutte, ma se poi vincono s’imbelliscono sui circuiti.”

Colloquio con Pino Allievi, agosto 1978

 

“Quando viene qui qualcuno, porta con sé la sua esperienza, le sue disposizioni e il suo entusiasmo.
Quando se ne va, porta con sé quello che ha imparato qui.
Ma lascia una
parte di sé e questo arricchimento funziona in entrambe le direzioni.”

Colloquio con Griffith Borgeson, “Ferrari: uomo, macchine”, Automobilia, 1975

 

“Ritengo che un uomo concreti il suo impegno con la vita quando, svegliandosi al mattino di ogni giorno, desidera qualcosa e ha volontà di realizzarla.”

Intervista al Daily Mail, 25 luglio 1985

 

“Mi tranquillizza la convinzione che la Ferrari, all’automobile, il suo modesto contributo l’ha dato.
E continuerà a darlo.”

Enzo Biagi, Ferrari, 1980

 

“Io penso che quando un uomo ha varcato da tempo la sommità del monte, ha dei doveri sociali da considerare profondamente.
Ragione per cui ritengo che la mia ditta non debba
essere più individuale ma trasformarsi in una società per azioni che raggruppi uomini di provata capacità ed entusiasmo, garantendo la continuità.
È un mio dovere assicurare
la continuità di lavoro di 350 collaboratori diretti della mia Casa.
Sarebbe un errore
gravissimo se io per un momento sognassi di identificarmi con la mia azienda.”

Conferenza stampa, 29 dicembre 1959

 

“Le fabbriche sono fatte prima di uomini poi di macchine e infine di muri.”

Enzo Ferrari, Le mie gioie terribili, 1962

 

“Un giorno parlavo con un amico che stimo molto. Mi dice: tu ti giudichi troppo severamente.
Gli ho detto: se le persone non sanno giudicarsi, resteranno sempre
incomplete.”

Incontro stampa, 10 marzo 1986

 

“Tutti mi chiedono perché non mi faccia da parte, perché non mi goda la pensione.
Ma
il lavoro è la mia vita e io lavorerò sino all’ultimo giorno, perché la solitudine mi fa paura.
Tiro sempre tardi in ufficio e cerco di tornare a casa quando nessuno mi vede. Non amo la popolarità.”

Colloquio con Pino Allievi, 20 novembre 1987

 

“La sfortuna non esiste, è la dimostrazione di quello che non si è potuto fare o prevedere.”

Conferenza stampa, 1 dicembre 1962

 

“Non ho mai avuto bisogno né di cipria né di tintura né di niente altro per affrontare il palcoscenico della vita.”

Cesare De Agostini, Enzo Ferrari il sceriffo, 1985

 

“Sono un uomo complicato anche per me.”

Enzo Ferrari

 

“Sapete perché non vado in giro a visitare le persone, anche importanti?
Perché se vado
io possono avere di me una certa impressione: simpatico, antipatico, coglione, non so.
Se invece vengono qui, l’opinione che si fanno è sul lavoro che faccio, su ciò che costruisco, sui miei collaboratori.
Chiunque venga, sono felicissimo di vederlo.”

Intervista con Gianni Cancellieri, Autosprint, giugno 1983

 

“Un buon 67-70 percento del valore di qualsiasi impresa commerciale sta nella ricchezza umana.”

Colloquio con Griffith Borgeson, “Ferrari: uomo, macchine”, Automobilia, 1975

 

“Metti giù i piedi e lascia perdere la testa!”

Colloquio con Griffith Borgeson, “Ferrari: uomo, macchine”, Automobilia, 1975

 

“Il segreto è non montarsi la testa. Io mi ricordo sempre di essere nato in periferia.”

Franco Gozzi, Alla destra del Drake, 2002

 

“Ho ereditato questa abitudine da mio padre.
Nella mia agenda riporto annotazioni di tutti
i generi.
Spesso mi è tornato utile l’aver potuto localizzare a distanza di tempo e con
precisione fatti, avvenimenti, impressioni o persone che ho incontrato.”

Intervista con Antonio De Carlo, Gente, n.32 del 1964

 

“La macchina da corsa non è necessariamente il parto di una mente superiore ma è sempre il compendio di un lavoro comune costante e appassionato di una equipe di uomini posseduti da un entusiasmo comune.”

Enzo Ferrari, Ferrari 80, 1980

 

“Lasciai l’Alfa per dimostrare a quelli dell’Alfa chi io fossi.”

Cesare De Agostini, Enzo Ferrari il sceriffo, 1985

 

“Io mi ritengo peggiore degli altri, ma non so quanti siano migliori di me.”

Enzo Ferrari, Ferrari 80, 1980

 

“Non esistono verità cattive. Ci sono delle verità e ci sono delle balle.”

Intervista con Carlo Cavicchi, Autosprint, 15 dicembre 1987

 

“Esistono due specie di piloti, quelli che corrono per passione e quelli che corrono per ambizione.
I primi finiscono in due modi:

o incontrano il sacrificio supremo, oppure continuano a correre sinché non vengono loro i capelli bianchi.
Gli altri smettono ai primi
insuccessi o ai primi successi.”

Enzo Ferrari, Piloti, che gente…, 1983

 

“Quando varco il cancello del cimitero, prima di venire in fabbrica, e mi siedo sulla tomba di mio figlio, dimentico tutto.
Il tempo non esiste più. Mi fa bene capire che non sono niente.

E poi se qualcuno mi dice “tu sei Enzo Ferrari” mi scappa da ridere.
No, dico, sono uno
che ha sognato di essere Ferrari.”

Intervista con Nantas Salvalaggio, Il Giorno, 6 dicembre 1964

 

“La macchina da corsa è la ragione della mia vita. Non ho mai avuto niente gratis.
Nella vita ho pagato tutto.”

Risposta a Renato D’Ulisse, Corriere dello Sport, conferenza stampa, 13 settembre 1977

 

“Quando mi dicono “tu hai vinto una corsa”, in quel momento la gente non sa che io mi sento bene perché ho pagato un debito verso tutti coloro che hanno creduto in me.”

Intervista con Roberto Roversi, l’Unità, 22 novembre 1987

 

“Perché io penso che l’uomo è vecchio soltanto quando al mattino, svegliandosi, non ha più nulla da desiderare.
Quando un uomo
si sveglia e si sente sano, robusto e soprattutto desideroso di compire qualche cosa di nuovo, vuol dire che la sua età è ancora quella dell’adolescente e che ha dei sogni
da realizzare.”

Intervista con Giorgio Torelli, Grazia, 1967

 

“Tornassi al mondo una seconda volta, vorrei essere benestante, per evitare di provare la fame, orfano, per non dover piangere lo struggente ricordo dei genitori perduti, impotente, per non rivivere la tragedia di avere un figlio e perderlo.”

Enzo Ferrari, Il flobert, 1976

 

“Bisogna fare dei fatti. Del resto oggi in Italia, con la crudeltà del mondo moderno, o sei primo o non sei nessuno.”

Risposta a Lorenzo Pilogallo, Corriere della Sera, conferenza stampa, 26 ottobre 1976

 

“A Monaco, il primo Gran Premio della stagione è stato vinto dalla Mercedes di Fagioli.
Vittoria regolare, che non si discute.
Analizzare le ragioni della nostra sconfitta e quella di
Maserati è ozioso.
Constatare e riconoscere invece il grado di efficienza altrui è saggia,
leale e utile cosa.”

Rivista Scuderia Ferrari, 25 aprile 1935

 

“Leggo moltissimo.”

Lorenzo Pilogallo, “Ingegnere Ferrari, parliamo d’altro”, Corriere della Sera, 1969

 

“Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un automobile, sicuramente la farà rossa.”

 


“La migliore Ferrari che sia mai stata costruita è la prossima.”

 


“La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe un attimo dopo il traguardo.”

 


“Quando le mie macchine vincono solcando il traguardo, mi assale un grande orgoglio nell’essere italiano.”

 

 

“Io non ho mai fatto un viaggio turistico non sono mai andato una volta in vita mia in vacanza; per me le più belle ferie sono quelle di restare nella mia officina quando vi sono rimasti pochi collaboratori; è il momento in cui ci si può concentrare in programmi di studi e modifiche.”

 

“Io sono uno che ha sognato di essere Enzo Ferrari.”

 

“La mia adolescenza ha conosciuto tre passioni dominanti, tre grandi sogni: tenore d’operetta, giornalista sportivo, corridore d’automobile.
Il primo sogno sfumò per mancanza di voce, il secondo resistette, ma in forma velleitaria; il terzo ebbe il suo corso, la sua evoluzione.
E’ sempre bene avere dei sogni di riserva.”

 

“Metto le lenti scure perché non voglio dare agli altri la sensazione di come sono fatto dentro.”

 

“I nostri tifosi ci chiedono vittorie e noi lavoriamo per dargliele.”

 

“Sono i sogni a far vivere l’uomo. Il destino è in buona parte nelle nostre mani, sempre che sappiamo chiaramente quel che vogliamo e siamo decisi ad ottenerlo.”

 

“Ho trovato uomini che indubbiamente amavano come me l’automobile.”

 

“Ma forse non ne ho trovati altri con la mia ostinazione, animati da questa passione dominante nella vita che a me ha tolto il tempo e il gusto per quasi ogni altra cosa.
Io non ho alcun diverso interesse dalla macchina da corsa.”

 

“Le vere domande che mi scombussolano non sono quelle dei giornalisti, ma quelle che continuo a farmi io.”

 

“I motori sono come le donne, bisogna saperli toccare nelle parti più sensibili.”

 

“Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere.”

 

“Quando l’uomo ha mete da raggiungere non può invecchiare.”

 

“Preferisco essere chiamato semplicemente Ferrari ed è quello che ho ottenuto entrando ogni mattina dal mio barbiere.”

 

“Con tanti riconoscimenti, mi è venuto il dubbio di essere qualcuno.”

 

“Giù le mani dalla Ferrari: di me dite quello che volete.”

 

“Ammiro tutti coloro che hanno una passione ed hanno la sapienza e la costanza di coltivarla.
Sono loro il motore del mondo.”

 

“Un giorno io non ci sarò più.
Spero che le rosse vetture che portano il mio nome continueranno ad esserci anche dopo di me ed a farsi onore su tutti i circuiti del mondo.”

 

“Si tratta soltanto di dimostrare che in un certo momento chi lavora sia pure per il desiderio dell’affermazione della propria idea ha anche il diritto a una piccola comprensione soprattutto da parte di coloro che volontariamente si sono assunti il compito di dirigere l’automobilismo italiano e pertanto hanno anche il piccolo dovere di confortalo nelle decisioni internazionali.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“Costruire una macchina da corsa costa una somma di sacrifici non sempre confessabili.
Anzitutto occorre una equipe di collaboratori che tutti tendano al risultato finale, secondariamente dei mezzi meccanici eccellenti, del tempo disponibili e patrimonio a dovizio.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“Se non fossi convinto dell’utilità tecnica delle corse dovrei riconoscere che la mia vita è stata tutto un fallimento.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“(Le corse) sono un passivo da un punto di vista economico, cioè bilancio delle entrate e delle uscite, ma io le domando quale sarebbe la sorte della Ferrari in campo internazionale e commerciale se non disputasse le corse e non ottenesse almeno una buona parte di vittorie.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“Vedere una macchina soffrire fa molto male, è come vedere un figlio malato.
Ora la macchina è un qualche cosa che mi appartiene perchè prima di vederla correre sulle piste fa parte di un qualche cosa che io ho lungamente sognato, perfezionato nella mia mente e che è la somma di compromessi, di rinunce, di molto lavoro, mio e dei miei collaboratori.
Vedere una creatura soffrire perchè inadeguata alla competizione che sta disputando oppure perchè menomata in un certo momento inopinatamente e tolta dalla competizione è un qualche cosa che fa male al cuore.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“Tutte le volte che io mi guardo alla specchio mi faccio rabbia quindi penso che anche coloro che mi conoscono poco o intendono soltanto parlare di me possono avere la stessa impressione. Io le dirò però che nella vita si giudicano spesso gli uomini per quello che di loro si dice e non per quello che essi sono realmente.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

“Penso che quando una persona se ne è andata non abbia più nessun desiderio da esprimere, ma in vita vorrei essere dimenticato perchè se quello che ho fatto io stesso non lo giudico altro che un atto personalissimo non vedo perchè gli altri dovrebbero esserne riconoscenti.”

Fonte: Amarcord. 1965.

 

Emanuele Vallone
Sono un imprenditore. “Creo valore” nelle aziende di cui sono socio e come “manager in affitto” per le aziende clienti portandole ad aumentare il fatturato e migliorare i processi di gestione. Metto a disposizione un MBA alla Bologna Business School e un Master SDA Bocconi in Marketing (spec. immobiliare). Apporto know how e nuove competenze attraverso strategie concrete, tangibili, misurabili ma soprattutto di comprovata efficacia. Risultati, risultati e risultati. Il focus è orientato ai risultati!

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