Bill Gates: a tu per tu con i grandi imprenditori e manager del nostro tempo

Bill Gates: a tu per tu con i grandi imprenditori e manager del nostro tempo

 

Un viaggio nel mondo di “Bill Gates”, fondatore e presidente di Microsoft, per conoscere l’imprenditore e l’uomo che si annovera tra le persone più ricche al mondo.
Attraverso riflessioni e discorsi da lui dichiarati pubblicamente ripercorriamo frammenti di vita vissuta tra le mura in azienda, tra i colleghi, i soci e non solo.

 

 

“Non penso più che il quoziente intellettivo sia l’elemento cruciale: per avere successo bisogna anche saper compiere scelte e avere una mentalità più ampia.”

Time, 13 gennaio 1997

 

 

“A vent’anni lavoravo e basta. Adesso torno a casa per cena.”

Wired, 20 maggio 2010

 

 

“Andy Grove è un CEO straordinario.
È bravo a scegliersi gli obiettivi e sa spronare
l’azienda a raggiungerli.
Sa esprimersi con chiarezza. È un eccellente manager tecnico.”

Discorso di apertura, San Jose University, 27 gennaio 1998

 

 

“Per definire un nuovo standard non basta fare qualcosa di leggermente diverso, serve qualcosa di radicalmente nuovo, in grado di stimolare l’immaginazione della gente.
E tra tutti i computer che ho visto, il Macintosh è stato l’unico a riuscirci.”

Discorso YouTube, 1984

 

“Ci piacciono le persone che nutrono entusiasmo per il prodotto, per la tecnologia: persone davvero convinte che la tecnologia possa fare cose straordinarie.
Ci teniamo ad assumere persone  intelligenti, quindi
è importante che vi piaccia lavorare con le altre persone intelligenti, che siate pronti a confrontarvi e a mettervi in discussione.”

Discorso di apertura, San Jose State University,
27 gennaio 1998

 

 

“Cercavamo sempre persone che avessero appena terminato gli studi.
Alcuni, come
Charles Simonyi, avevano già un po’ di esperienza; ma volevamo che la maggior parte dei nostri sviluppatori venissero da noi a mente fresca, non contaminati da altri approcci: volevamo che imparassero il modo in cui ci piaceva sviluppare software, e che infondessero nel lavoro un’energia che ci sembrava cruciale.”

Smithsonian Institutional Oral and Video Histories, 2003

 

 

“Arriviamo al paradosso per cui, siccome la malattia colpisce solo i Paesi poveri, non ci sono molti investimenti.
Per esempio, si spende di più per sviluppare farmaci contro la calvizie che contro la malaria.
La calvizie è una cosa bruttissima e affligge gli uomini ricchi, e perciò viene fissata quella priorità.”

TED Talk, febbraio 2010

 

 

“Non è sempre possibile registrare profitti quando un’azienda cerca di mettersi al servizio dei più poveri. In questi casi dev’esserci un altro incentivo basato sul mercato.
E quell’incentivo
è la visibilità, che migliora la reputazione di un’azienda e fa piacere ai clienti; e soprattutto attrae nuovi dipendenti di talento.”

Creative Capitalism, 2008

 

 

“Prima veniamo a sapere le brutte notizie e prima riusciremo ad assorbire il colpo, a cambiare il piano di prodotto, a parlare con le persone, a indagare sui problemi.”

Discorso di apertura, San Jose State University,
27 gennaio 1998

 

 

“Una sera mi ha spiegato [Bono], in tono enfatico e accalorato, che potevamo mettere da parte una percentuale di ogni acquisto da parte di aziende attente ai temi umanitari e usarla per cambiare il mondo.
Si è messo a fare una serie di telefonate, svegliava le persone e me
le passava al telefono.
All’inizio le sue
proiezioni peccavano un po’ di ottimismo, ma l’idea di fondo era giusta.
Se offri alle
persone la possibilità di contribuire a una causa cui tengono, pagheranno di più, e quella differenza può avere un impatto.”

Discorso al World Economic Forum, 24 gennaio 2008

 

 

“Tutte le buone aziende capitaliste si svegliano ogni mattina e pensano:
“Come possiamo
creare un prodotto migliore? Cosa riesce bene alla concorrenza? Noi faremo lo stesso prodotto ma meno costoso, migliore, più semplice, più veloce”.
Sono i concorrenti bravi a spronare le aziende.
E in ogni fase dell’evoluzione
del nostro settore si è trattato di aziende diverse.”

CNN, 5 ottobre 2008

 

 

“Ho sempre pensato che l’ambiente in cui sviluppavamo i prodotti dovesse essere allegro, molto simile al campus di un’università.
E avere piccoli team di lavoro permette di dare loro tutti gli strumenti, tutti i computer di cui hanno
bisogno, uffici separati, tutto il necessario perché possano concentrarsi sul lavoro ed essere più creativi possibile.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

“Ancor oggi, a interessarmi non è il guadagno fine a se stesso.
Se dovessi scegliere tra il mio lavoro e grandi ricchezze, sceglierei il lavoro.

È molto più entusiasmante dirigere un team di migliaia di persone intelligenti e di talenti, che avere un bel conto in banca.”

New York Times, New Service/Syndicate, 27 ottobre 1996

 

 

“Dovevo cambiare. Steve [Ballmer] ha una mentalità improntata al lavoro di squadra e all’impegno per gli obiettivi condivisi.
Quindi dovevo chiedermi: quali dei miei comportamenti non vanno in quella direzione? Perché è meglio non usare il sarcasmo durante una riunione?

Perché non bisogna dire: “Qui fa tutto schifo?”

Wall Street Journal, 5 giugno 2008

 

 

“In Cina, quando sei uno su un milione, ce ne sono altri milletrecento come te.”

Time, 13 gennaio 1997

 

 

“A volte ci colgono di sorpresa.
Per esempio quando è nata Internet, per noi era la quinta o sesta priorità…
Ma poi ci siamo resi conto che cresceva sempre più in fretta ed era un fenomeno di portata molto maggiore
di quanto prevedesse la nostra strategia.”

CNN Money/Fortune, 20 luglio 1998

 

 

“Dovete sempre pensare a chi vi insegue.”

Showstopper!, 1994

 

 

“Cerchiamo sempre di scoprire cosa fanno gli altri, anche se la loro mission sembra così distante dalla nostra da non rappresentare una concorrenza diretta.”

New York Times, News Service/Syndicate, 19 febbraio 1996

 

“Che si tratti di Google, di Apple o del software gratuito, abbiamo concorrenti fantastici che non ci permettono mai di sederci sugli allori.”

Telegraph, 11 febbraio 2010

 

 

“Lo trovo ancora divertentissimo.”

Time, 13 gennaio 1997

 

 

“Non ho mai fatto nulla da solo, a parte sostenere gli esami.”

Working Review, 1° settembre 2010

 

 

“Arrivai al punto in cui non riuscivo più a leggere tutto il codice, come facevo nei primi anni.
Quando avevamo cento dipendenti,
li conoscevo tutti.
Conoscevo anche le targhe
delle loro macchine.
Sapevo cosa faceva
ciascuno di loro.
Quando sono arrivati a mille non è stato più così.
Assumevo i manager
e li conoscevo tutti, ma c’era un livello di azione diretta.
E ovviamente, quando sali oltre
i diecimila… ci sono dirigenti che non conosci di persona.”

Smithsonian Institute Oral and Video Histories, 2003

 

“Non ho mai criticato una persona: critico le idee.”

Playboy, luglio 1994

 

 

“Quando hai un successo come il nostro, un’azienda importante come la nostra, con una concorrenza così numerosa e agguerrita, prima o poi capiterà che qualcuno parli male di te.
Quindi devi imparare a non prenderla troppo sul personale.”

20/20,, 30 gennaio 1998

 

 

“La gente cercherà sempre di anticipare ogni tua mossa.”

Newsweek, 30 agosto 1999

 

 

“Le dimensioni remano contro l’eccellenza.
Microsoft sostiene da tempo l’utilità dei gruppi di lavoro piccoli e focalizzati.
Man mano che l’azienda è cresciuta, non abbiamo mai smesso di impegnarci per creare un’organizzazione all’interno dell’altra.
I piccoli team comunicano con efficacia e non sono rallentati da una struttura pesante.”

Industry Week, 20 novembre 1995

 

“Uno degli aspetti migliori della nostra cultura è che agiamo sempre sulla base dell’idea che i nostri progetti siano cruciali per il successo e la sopravvivenza dell’azienda.
Non abbiamo mai avuto una cultura che ci spingesse a dire:

“Accidenti, siamo in ottima forma!”, perché sappiamo quant’è dinamico il settore.
Sappiamo di dover sempre aggiornare i nostri prodotti con nuove versioni.
Altrimenti la gente continuerà a usare la versione attuale
di Windows o di Office.”

Newsweek, 16 aprile 2000

 

 

“Non prendere mai due volte la stessa decisione.
Rifletti con calma e poi prendi una decisione irrevocabile e non tornarci più sopra. […]
Dopotutto, perché scomodarsi a decidere se non si decise davvero?.”

New York Times, News Service/Syndicate, 8 ottobre 1997

 

“Le dimensioni remano contro l’eccellenza.
Anche se siamo una grande azienda, non possiamo pensare come una grande azienda, altrimenti siamo morti.”

Financial Times, 10 giugno 1996

 

 

“Se ci portaste via le nostre venti persone migliori, Microsoft diventerebbe un’azienda irrilevante.”

Master of Enterprise, 1999

 

 

“In ogni parte dell’azienda le persone intelligenti devono avere fin dal primo giorno il potere di portare avanti un’iniziativa.”

Business @ the Speed of Thought, 1999

 

 

“È stato un dipendente a rivelare a Microsoft che qualcosa di molto grosso stava succedendo su Internet; e quella persona è diventata un agente del cambiamento in azienda.”

What the Best CEOs Know, 2005

 

“Arrivano alcuni momenti magici in cui devi avere fiducia in te stesso. […] quando ho lasciato Harvard e ho detto ai miei amici:
“Venite a lavorare per me”, c’era una
componente di spavalderia.
Sono rari
i momenti come questi, in cui l’autostima e lo spirito d’iniziativa fanno la differenza: devi approfittarne, perché capitano di rado.”

CNBC Town Hall Event, Columbia University,
12 novembre 2009

 

 

“La gente gioca con il computer nell’orario di lavoro, ma fa anche scarabocchi a matita.
Cosa fai, gli sequestri le matite? Non è così che si gestisce una forza lavoro moderna.
Bisogna fidarsi delle persone.”

New York Times, News Service/Syndicate, 4 novembre 1996

 

 

“Nei miei genitori vedevo un modello di comunicazione, di collaborazione. […]
Eravamo una vera squadra. Volevo anch’io un po’ di quella magia.”

Newsweek, 30 agosto 1999

 

“Molti dei nostri errori legati ai mercati non sono stati corretti con il necessario tempismo.
Il vincolo era sempre il numero di persone che potevamo assumere, continuando a gestire tutto personalmente e riuscendo a rispettare tutte le scadenze di consegna.
Eravamo in perenne tensione.”

Forbes.com, 1° dicembre 1997

 

 

“Nei primi tempi abbiamo fatto molti passi falsi; poiché siamo stati fra i primi ad arrivare, abbiamo avuto il tempo di commettere errori.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

 

“Al liceo dissi agli altri programmatori: “Sentite, se volete che io torni dovete eleggermi vostro capo.
Ma è pericoloso: perché se divento capo oggi, vorrò esserlo sempre”.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

“Le aziende spendono cifre principesche per reclutare i lavoratori della conoscenza.
La bravura di quelle persone determina il successo dell’azienda, quindi dotarle degli strumenti di cui hanno bisogno non è solo una preoccupazione del responsabile informatico.
Dovete chiedervi: “Svolgono mansioni
da impiegato?”.
Perché se è così,
probabilmente se ne andranno. Oppure: “Sono mansioni che richiedono di usare il cervello?”.
In tal caso dovete dare a quelle persone tutti
gli strumenti di cui hanno bisogno, e rendere il loro lavoro così interessante da attrarre altre persone intelligenti verso la vostra azienda.
E questa dev’essere una
preoccupazione dell’amministratore delegato.”

CNNMoney/Fortune, 12 aprile 1999

 

 

“Credo che per un ragazzo sia molto meglio restare incollato al personal computer piuttosto che al televisore: in questo modo almeno dovrà compiere delle scelte.”

Programmers at Work, 1986

 

“La mentalità imprenditoriale continua a prosperare in Microsoft perché uno dei nostri obiettivi principali è quello di reinventarci:
dobbiamo accertarci di essere gli unici a poter rimpiazzare i nostri prodotti.”

Industry Week, 20 novembre 1995

 

 

“Mi piacciono le domande dal pubblico, perché mi permettono di farmi un’idea di cosa interessa le persone e cosa dà loro fastidio.”

Industry Week, 20 novembre 1995

 

 

“Ho sempre insistito molto sulla necessità di scoprire dove sbagliavamo.
Non siamo noti come un’azienda che riflette sui suoi successi: ma sappiamo essere brutali sulle cose che non filano a dovere.”

Masters of Enterprise, 1999

 

“Ogni volta che produci un nuovo software devi decidere se è orientato ai dati oppure alle funzionalità […]
Il segreto di Microsoft è che
possiamo arrivare in anticipo [con il lancio di un nuovo prodotto].
Possiamo permetterci
di essere in anticipo. Quel che non vogliamo è essere in ritardo.”

Telegraph, 1° febbraio 2004

 

 

“Sarà una percentuale minuscola delle mie ricchezze.
Dovranno trovare da soli la loro
strada.
Riceveranno un’istruzione di
prim’ordine, e ovviamente interverremo in caso di problemi di salute.
Ma per quanto riguarda
il reddito, dovranno trovarsi un lavoro che gli piaccia.
Già ora sono ragazzi normali: aiutano in casa, ricevono una paghetta.”

Mail Online, 12 giugno 2011

 

 

“Aspettavo di poterlo dire da più di trent’anni: “Papà, te l’avevo detto che sarei tornato all’università e mi sarei laureato”.”

Discorso per il conferimento della laurea honoris causa, Università di Harvard, 7 giugno 2007

 

“Voglio ringraziare Harvard per questo onore così tempestivo: l’anno prossimo cambierò lavoro […] e sarà bello avere finalmente una laurea da mettere nel curriculum.”

Discorso per il conferimento della laurea honoris causa, Università di Harvard, 7 giugno 2007

 

 

“Ci piacciono molto i manager che seguono da vicino il lavoro, che apprezzano l’impegno dei loro sottoposti e che sono capaci di svolgere una parte delle loro mansioni.
Che sanno
capire quant’è gravoso il carico di lavoro, dove stanno le difficoltà, e intervenire quando sorgono problemi.
Ci piacciono i manager che credono davvero nella comunicazione.

È terribile quando un gruppo perde la coesione, perde il morale: ti chiedi come hai fatto a non accorgertene prima, perché bisogna accorgersene prima possibile.
Quindi
i manager devono tenersi in contatto con tutte le persone che lavorano per loro.”

Discorso di apertura, San Jose University, 27 gennaio 1998

 

 

“Sapevo di non dovermi sposare presto, perché ero ossessionato [dal personal computer].
Questo è il lavoro della mia vita.”

D5 Conference: All Things Digital, 30 maggio 2007

 

 

“Stiamo sempre attenti a mantenere alto il ritmo, a difendere il vantaggio.
Sappiamo che tutti i nostri prodotti saranno obsoleti tra due
o tre anni, e sappiamo che il nostro è un settore molto competitivo in cui tutti vogliono rimpiazzare i nostri prodotti, eppure cerchiamo di crescere e farci venire nuove idee.”

Info World, 21 novembre 1994

 

 

“La percezione esterna e quella interna di Microsoft sono molto diverse.
Da dentro,
Microsoft si vede sempre come il concorrente sfavorito.”

CNNMoney/Fortune, 2 ottobre 1995

 

“Microsoft è progettata per scrivere ottimi software.
Non siamo progettati per essere bravi in altre cose.
Sappiamo solo assumere
personale, gestire l’azienda e distribuire in tutto il mondo i prodotti software.
Il segreto per noi
è stato non vederci mai come un’azienda di servizi.
Dovevamo essere un’azienda
di prodotto. Ma è un approccio che probabilmente non adotterei in nessun’altra azienda.”

Forbes.com, 1° dicembre 1997

 

 

“Il segreto per noi è sempre stato assumere persone molto intelligenti.
Non c’è scelta:
bisogna essere molto selettivi, in termini di quoziente intellettivo, nella scelta delle persone che meritano di scrivere software.
Il novantacinque per cento delle persone non dovrebbe scrivere software complesso.
E usare piccoli gruppi di lavoro conta molto.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

“Diventiamo sempre più bravi anche a forza di commettere errori.
Abbiamo le risorse
e l’intelligenza per imparare dai nostri errori.”

Microsoft Rebooted, 2004

 

 

“Oggi non esiste una sola riga di codice che avrà valore tra quattro o cinque anni.
I sistemi operativi di oggi saranno obsoleti tra cinque anni.”

Master of Enterprise, 1999

 

 

“Mio padre dà l’esempio con le sue azioni […]
Che si tratti dell’università, di prendere posizione su complessi problemi politici, o di andare in guerra, o di essere un ottimo avvocato… è stato lui a mettere in piedi la Fondazione, mi ha incoraggiato fin da subito a fare donazioni, ci ha coinvolti in alcune iniziative importanti e ci ha aiutati a costruire quello che oggi è un gruppo coeso di persone con le quali lavoro a tempo pieno.
Spero di
dimostrarmi all’altezza dell’esempio di mio padre.”

Charlie Rose Show, 22 dicembre 2008

 

“Fin dall’inizio la nostra strategia di business era molto diversa da quella di tutte le aziende di computer che esistevano prima di noi.
Abbiamo deciso di focalizzarci sulla produzione di software per un vasto pubblico di utenti, di non costruire hardware, di non produrre chip, di fare soltanto software.
[…] Per questa strategia ci servivano dei partner.

Credo che la partnership di maggior successo nella storia del business americano sia il nostro lavoro con Intel.
Quando abbiamo iniziato
a lavorare con loro, entrambe le aziende valevano un centesimo di quanto valgono oggi.
E così, lavorando fianco a fianco
e completandoci a vicenda – benché ogni tanto ci fosse un po’ di attrito, perché siamo due aziende molto sicure delle proprie idee – abbiamo costruito due delle imprese di maggior successo della nostra epoca.”

Discorso di apertura, San Jose State University,
27 gennaio 1998

 

 

“Non perdo tempo con i rimorsi. Ho preso la mia decisione, ed è sempre meglio non tentennare una volta che si è deciso […]
Per far bene una cosa bisogna essere profondamente convinti di ciò che si fa e guardare sempre avanti.”

Forbes ASAP, 28 febbraio 1994

 

 

“Paul è un mio amico fin dall’inizio.
Siamo
ancora molto amici e sono certo che lo saremo per sempre.
È una persona molto orientata alle idee. Io e lui facevamo brainstorming: quindi, benchè fossi io a dirigere l’azienda, in realtà la nostra era una partnership.
Paul ha svolto un ruolo cruciale in moltissime delle nostre
iniziative.
Ma c’era sempre un po’ di tensione, perché io spronavo tutti a lavorare sodo,
compreso Paul.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

“La paura deve orientare le tue azioni, ma a livello latente. Ho un po’ di paura latente: penso regolarmente all’insuccesso.”

Playboy, luglio 1994

 

“Eravamo veri partner. Parlavamo per tre ore ogni giorno. [Oggi] ci piace parlare di come si sono avverate le fantasie che avevamo da ragazzi.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

 

“È così che vedo il mondo, e una cosa dovrebbe apparire chiara: sono un ottimista. Ma sono un ottimista impaziente.”

Creative Capitalism, 2008

 

 

“Facevamo a gara per vedere chi riusciva a rimanere nell’edificio per tre o quattro giorni di fila.
Alcuni dei più bacchettoni dicevano:
“Andate a casa e fatevi un bagno”.”

Masters of Enterprise, 1999

 

 

“Per come funziona la nostra gerarchia, si può continuare a far carriera semplicemente dimostrandosi più bravi nel creare il prodotto.
È importante dare l’esempio: quando qualcosa funziona, si prendono i dipendenti coinvolti in quel progetto e li si trasforma in eroi.
Si chiede a tutti gli altri di sforzarsi per essere come loro.”

Success Magazine, ottobre 1988

 

 

“Abbiamo avuto idee che hai giganti dell’epoca erano sfuggite.
Ci chiediamo sempre se ci è sfuggito qualcosa che potrebbe permetterci di restare in vetta.”

USA Today, 24 agosto 1995

 

 

“Quando partecipo a una riunione, tengo a mente obiettivi specifici.
Non sprechiamo
tempo in chiacchiere inutili, soprattutto tra colleghi che si conoscono già bene.
Parliamo dei clienti che abbiamo perso o di dove le spese sono troppo alte e poi smettiamo. Basta!

I problemi da risolvere sono sempre più numerosi delle ore a disposizione, quindi perché perdere tempo?.”

New York Times, NewsnService/Syndicate, 19 febbraio 1996

 

“Non sprechiamo mai molto tempo a parlare di ciò che ci riesce bene.
La nostra cultura non funziona così.
Iniziamo ogni riunione dicendo: “Sì, abbiamo vinto in sette categorie, ma
perché non abbiamo vinto anche nell’ottava?”.”

Newsweek, 1° dicembre 1996

 

 

“Il vantaggio di avere accanto una persona così brillante è che non solo rende più divertente il lavoro, ma garantisce anche il successo.”
[Riguardo Steve Ballmer]

CNNMoney/Fortune, 20 luglio 1998

 

 

“Steve era così intelligente e cordiale che riusciva a farsi benvolere dai programmatori benché non avesse esperienza tecnica.
Era una cosa molto rara. Non eravamo per nulla
convinti che un non programmatore potesse dirigere il lavoro dei programmatori.
Ma gli sviluppatori l’hanno accettato da subito, perché era intelligente, si sedeva ad ascoltarli, li capiva fino in fondo.”

Smithsonian Institution Oral and Video Histories, 2003

 

 

“In Microsoft non c’è un unico modo di fare le cose.
La nostra è un’organizzazione molto
piatta; a volte le idee scorrono dall’alto verso il basso, a volte in senso opposto, oppure in orizzontale.
Di solito funziona così: qualcuno ha un’idea o individua un problema e scrive un’email a qualcun altro.
A quel punto può
succedere che si crei un gruppo di lavoro speciale per risolvere il problema.
Alla fine
si prende una decisione, incontrandosi personalmente oppure per email.
Nelle
decisioni strategiche può intervenire un vicepresidente senior, o posso intervenire io stesso.
Ma quasi sempre lasciamo il potere
decisionale ai dipendenti.”

Information Outlook, 1° maggio 1997

 

 

“Il successo porta cattivi consigli. Induce persone intelligenti a credere di non poter perdere.”

The Road Ahead, 1995

 

 

“Sin dall’inizio, il nostro successo è stato costruito sulle partnership.”

The Road Ahead, 1995

 

 

“Vinciamo perché assumiamo le persone migliori.
Miglioriamo i nostri prodotti sulla base del feedback, portandoli al massimo livello
qualitativo possibile.
Ogni anno facciamo ritiri aziendali e riflettiamo su dov’è diretto il
mondo.”

Time, 13 gennaio 1997

 

 

“Sono un ottimista.  È un tempo, questo, in cui è meraviglioso vivere.
Mai abbiamo avuto tante opportunità di compiere imprese che prima
erano impossibili.”

The Road Ahead, 1995

 

 

“Penso che Warren abbia influenzato più di ogni altro imprenditore il mio modo di pensare all’azienda e di gestirla.
Ha la capacità di
ragionare a lungo termine, di andare alle radici del business, per cui riesce a farlo sembrare una cosa molto semplice.
Ovviamente però
tiene conto di moti fattori, ed è lungimirante come nessun altro.
Impartisce un insegnamento prezioso, oltre a essere un ottimo amico.

È una persona incredibile.”

Discorso di apertura, San Jose State University,
27 gennaio 1998

 

 

“In pratica bisogna convincere gli altri a non spendere abbastanza per competere con noi.
Bisogna continuare a lavorare sodo, alzare l’asticella, e alla fine forse uno di loro penserà a collaborare con noi.
Ma la maggior parte dirà soltanto: “Lasciamo perdere”.”

Masters of Enterprise, 1999

 

“Se oggi vado a letto non avendo fatto niente di nuovo rispetto a ieri, allora oggi è stato sprecato.”

 

“Ogni giorno ci chiediamo:
– Come possiamo rendere felice questo cliente? Come possiamo farlo proseguendo lungo la strada dell’innovazione?
– Ce lo domandiamo perché, altrimenti, lo farà qualcun altro.”

 

“A diciannove anni avevo già una mia visione del futuro: su quella visione ho costruito la mia carriera e, alla luce di quanto è poi accaduto, ho avuto ragione.”

 

“Il successo è un insegnante schifoso. Seduce le persone brillanti facendole pensare che non possono perdere.”

 

“Un computer su ogni scrivania e in ogni casa.”

 

“Noi siamo la MicroSoft. Voi sarete assimilati. La resistenza è inutile.”

 

“Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e in ogni casa.”
“In the Future I’ll see one computer on every desk and one in every home.”

(1975)

 

“Ci saranno due tipi di imprese nel XXI secolo. quelle che sono su internet e quelle che non esistono più.”

 

“Il computer è nato per risolvere problemi che non esistevano.”

 

“Sceglierò sempre una persona pigra per svolgere un compito difficile, perché troverà un modo semplice per risolverlo.”

 

“La maggior parte delle persone sopravvalutano quello che possono fare in un anno e sottovalutano ciò che possono fare in dieci anni.”

 

“Se sei nato povero il suo non è colpa tua, ma se muori povero è colpa tua.”

 

“La mia ambizione è sempre stata quella di fare dei sogni realizzabili.”

 

“Portare un computer su ogni scrivania e in ogni casa era un’idea audace e molti ci ritenevano folli ad immaginare che fosse possibile.
E’ incredibile pensare quanto lontano si è spinta l’informatica sin da allora.”

(Lettera ai dipendenti di Microsoft, 4 luglio 2015)

 

“La gente spesso mi chiede di spiegare il successo di Microsoft.
Vogliono sapere il segreto di come si fa a passare da un’attività che ha solo due persone e richiede pochi soldi di gestione ad una società che ha oltre 21 000 dipendenti e un fatturato di oltre 8.000 milioni all’anno.
Naturalmente, non c’è una risposta e la fortuna ha giocato un ruolo, ma penso che l’elemento più importante sia stata la nostra visione originale.”

 

“Non confrontarsi con nessuno in questo mondo vuol dire insultare se stessi.”

 

“I vostri clienti più insoddisfatti sono la vostra più grande fonte di apprendimento.”

 

“Ci sono stati periodi nei quali siamo stati alleati, io e Jobs, abbiamo lavorato assieme – ho scritto io una parte del software dell’Apple II.
Certo, a volte sapeva essere davvero duro con le persone che aveva accanto, a volte poteva essere davvero incoraggiante.
Ma riusciva a dare il meglio a tutti quelli che aveva intorno…
Ci riavvicinammo negli ultimi anni, gli dissi sinceramente che invidiavo il suo straordinario talento.
Da giovane Steve era molto concentrato sul lavoro; negli anni della malattia si era molto addolcito: con lui potevo parlare, finalmente, delle nostre vite, dei nostri bambini.”

 

“Le aziende falliscono per molte ragioni.
A volte sono mal gestite, a volte semplicemente non creano i prodotti che i clienti vogliono.
Tuttavia penso che il più grande assassino di una società, in particolare in settori in rapida evoluzione come la nostra, è il rifiuto di adattarsi al cambiamento.”

 

“Il computer più nuovo al mondo non può che peggiorare, grazie alla sua velocità, il più annoso problema nelle relazioni tra esseri umani: quello della comunicazione.
Chi deve comunicare, alla fine, si troverà sempre a confrontarsi con il solito problema: cosa dire e come dirlo.”

 

“Io sono stato fortunato a lavorare per una rivoluzione alla quale Microsoft ha contribuito insieme a moltissime altre società, comprese Apple e Google.
La competizione in questo miracolo del software ha influito molto sulla vita delle persone, e in positivo.
Ma io non pensavo a comandare: mi sono limitato a mettere insieme al meglio gli ingegneri e i tecnici, per svolgere un lavoro innovativo.”

(Intervista al Corriere della sera, 2015)

 

«Non mi riconosco nella parola imperatore», ammette. «E poi, io non comando» 

Fonte: https://www.corriere.it/economia/16_settembre_15/95percento-soldi-bill-gates-37942864-7ab3-11e6-a4f4-4d2467f05bee.shtml
14 settembre 2016

 

 

“Mi sento incredibilmente fortunato perché posso fornire ai figli una buona istruzione e ogni aiuto senza dovermi preoccupare dei soldi: e questa è una vera benedizione.”

Fonte: https://www.corriere.it/economia/16_settembre_15/95percento-soldi-bill-gates-37942864-7ab3-11e6-a4f4-4d2467f05bee.shtml
14 settembre 2016

 

“Microsoft ha guadagnato tanto, che la maggior parte dei miei soldi, direi oltre il 95 per cento, non è necessaria per sostenere le spese né della mia famiglia né dei miei figli.
E quindi ho la possibilità e l’opportunità di restituire questo denaro alla società, per accelerare l’innovazione a favore dei più poveri.”

Fonte: https://www.corriere.it/economia/16_settembre_15/95percento-soldi-bill-gates-37942864-7ab3-11e6-a4f4-4d2467f05bee.shtml
14 settembre 2016

 

 

”Lo andavo a trovare spesso – ha spiegato con gli occhi lucidi – e parlavamo di quello che avevamo imparato nella vita, delle nostre famiglie, di ogni cosa” 

Riferito a Steve Jobs
Fonte: l’intervista esclusiva rilasciata al programma ”60 Minutes” del canale statunitense Cbs

 

Emanuele Vallone
Sono un imprenditore. “Creo valore” nelle aziende di cui sono socio e come “manager in affitto” per le aziende clienti portandole ad aumentare il fatturato e migliorare i processi di gestione. Metto a disposizione un MBA alla Bologna Business School e un Master SDA Bocconi in Marketing (spec. immobiliare). Apporto know how e nuove competenze attraverso strategie concrete, tangibili, misurabili ma soprattutto di comprovata efficacia. Risultati, risultati e risultati. Il focus è orientato ai risultati!

Risorse e competenze

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Per fare la differenza a volte basta una sola idea. Qui ne troverai tante di più.

Prodotti e Servizi

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Portare know how e nuove competenze attraverso strategie concrete, tangibili, misurabili ma soprattutto di comprovata efficacia.

  • PARTITA IVA: ADESSO DECIDO IO

    Prefazione di Dario Castiglia, Presidente e co-Fondatore RE/MAX Italia.
    Ecco un estratto:
    “…perché ciò che leggerete nelle prossime pagine non ha l’obiettivo specifico di insegnare qualcosa, ma piuttosto di condividere strategie,…

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